HI-TECH: Il robot casalingo JIBO riceve un milione di dollari di finanziamento dalla Rete

I robot hanno da sempre una grande presa sul pubblico ed una lunga storia che affonda le sue radici nella Cina del primo millennio avanti Cristo. Il progresso tecnologico sta ormai rendendo reale il sogno di poter possedere un proprio robot, c’è ne sono ormai di tutti i tipi e i gusti. Oggi vi voglio raccontare dell’avventura del team di JIBO.

Definito da molti un robot, lo potremmo definire meglio come un assistente personale un bel pezzo di tecnologia, hardware e software che ricorda molto da vicino la visione tipica che abbiamo dei robot costruita da decine di film e telefilm. Non voglio dilungarmi troppo a descrivere le sue capacità, credo che il modo migliore sia guardare questo video promozionale che rende bene l’idea.

Quello che trovo interessante non è tanto il suo hardware o software, infondo è in grado di fare molte cose che già si possono o potrebbero fare con un normale smartphone, il plus su cui hanno scommesso i suoi creatori è che si tratta di un esempio di un robot progettato per essere emotivamente integrato con la famiglia. Riassumendo cosa è in grado di fare questo robot? Scattare foto, leggere e-mail e altri testi, ricordare dei promemoria ed obbedire a comandi vocali che attivano alcune funzioni. Nulla di straordinario quindi, eppure questo robot ha raccolto più di 1 milione di dollari di finanziamenti sulla piattaforma online Indiegogo, che permette di promuovere progetti creativi e raccogliere fondi in tutto il mondo. La società prevede di consegnare i primi modelli ai sostenitori che hanno finanziato il progetto in tempo per Natale 2015, ma gli sviluppatori otterranno la loro versione presumibilmente un paio di mesi prima, infatti un altro punto a suo favore è il fatto che sarà disponbile un ambiente di sviluppo per programmare ed estendere quello che JIBO sarà in grado di fare.

Riferimenti
https://www.indiegogo.com/projects/jibo-the-world-s-first-family-robot
http://www.myjibo.com/

La sonda Rosetta invia le prime immagini della cometa su cui dovrà atterrare

La sonda Rosetta è ormai prossima al suo obiettivo, la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, tra qualche mese a Novembre la missione entrerà nella sua parte finale, quando il lander Philae trasportato dalla sonda dovrà posarsi sulla cometa per studiarne il nucleo. L’operazione già di per sé non semplice potrebbe essere più complessa del previsto in quanto le prime immagini riprese a una distanza di 12000 km mostrano che la cometa è in verità composta da due corpi che sembrano legati tra di loro. Bisognerà fare in modo che il luogo di atterraggio permetta la comunicazione tra il lander e la sonda.


Immagini della cometa riprese in un intervallo di 12 ore ©ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Le immagini sono state rese pubbliche lo scorso 15 luglio, l’arrivo nell’orbita della cometa è previsto per la prima settimana di Agosto, dopodichè partirà una analisi dei dati per capire il complesso moto del corpo e trovare il punto esatto per poter dare l’opportunità al lander Philae di atterrare in sicurezza nel mese di Novembre.

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Riproduzione artistica dell’atterraggio

Grazie al sito dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) è possibile seguire esattamente le fasi e sapere dove si trova la sonda (clicca qui). L’italia ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione dei pannelli solari, di alcuni strumenti della sonda (GIADA, VIRTIS e OSIRIS che saranno usati per analizzare la composizione della cometa) e della trivellla che dovrà scavare la superficie. Ricordiamo infine che il viaggio di Rosetta è iniziato il 2 marzo 2004 e sarà una vera emozione tra qualche mese sapere come andrà a finire questa grandiosa scommessa. Buona fortuna!

Un fluido super-idrofobico e oleorepellente che permette di respingere qualsiasi liquido

L’acqua come sappiamo è essenziale per la maggior parte delle forme di vita conosciute dall’uomo, ma è anche uno dei principali nemici per la vita dei materiali sottoposti a intemperie o a condizioni estreme. Ultimamente grazie all’uso delle nanotecnologie si stanno sviluppando dei prodotti commerciali che promettono di eliminare i problemi dovuti all’interazione con l’acqua.

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Il prodotto brevettato si chiama Ultra-Ever Dry ed è idrofobo e oleorepellente, una volta spruzzato sulla superficie, crea una pellicola di aria e grazie alla nanostruttura delle particelle impedisce a qualsiasi liquido versato di penetrare o aderire ai pori del materiale.

Il prodotto non è trasparente, ma leggermente traslucido, modifica leggermente quindi il colore degli oggetti su cui è applicato.

Risolto l’enigma dell’enorme buco nel terreno trovato in Siberia

Qualche settimana fa ha avuto molta diffusione la notizia del ritrovamento di un enorme cratere, una voragine del diametro di circa 80/100 metri apparsa nella penisola dello Yamal, in Siberia. Come al solito, quando si trova qualche cosa che alla maggior parte delle persone appare come insolito partono le speculazioni più varie, non poteva mancare il solito pensiero di impatto di un velivolo alieno, oppure l’uso di oscure armi laser testate sempre dagli alieni, ma la maggior parte faceva il tifo per lo schianto di un enorme meteorite.

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Giorno 16 luglio, scienziati russi a bordo di un elicottero sono riusciti a raggiungere l’area interessata per cercare di districare il mistero. Una volta arrivati sul luogo, misure più accurate hanno confermato che il buco ha 60 metri di diametro ed è prodondo 70 metri, alla sua base si trova un lago. Il buco non è così recente, ma si sarebbe formato negli ultimi due anni, si stanno esaminando i dati satellitari per trovare l’esatto momento in cui è apparso.

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La sua origine è naturale ed è dovuta ad una espulsione di gas naturale all’interno del permafrost siberiano, questo è il terreno tipico delle regioni dell’estremo nord europa dove il suolo è perennemente ghiacciato. L’espulsione sarebbe avvenuta tra il 2012 e il 2013 quando in quella regione si è registrato un aumento delle temperature. La causa della sua formazione è quindi di tipo geologico.

Quanto è piccolo un atomo?

Quanto sono piccoli gli atomi? E cosa c’è dentro? La risposta si scopre essere incredibile, anche per quelli che pensano di conoscerla. Questa veloce animazione usa metafore spettacolari (immaginate un mirtillo grande come uno stadio!) per dare un senso viscerale dei mattoncini che compongono il nostro mondo.

Lezione di Jonathan Bergmann, animazione di Cognitive Media.

Probabilmente sapete già che tutto è costituito da piccolissime cose chiamate atomi. E forse sapete anche che ogni atomo è costituito da particelle ancora più piccole chiamate protoni, neutroni ed elettroni. E probabilmente avete sentito dire che gli atomi sono piccoli. Ma scommetto che non avete mai pensato a quanto sono piccoli in realtà. La risposta è che sono veramente, ma veramente veramente piccoli. Allora, vi chiederete, ma quanto sono piccoli gli atomi? Per capirlo, facciamoci una domanda: quanti atomi ci sono in un pompelmo? Bene, immaginiamo che il pompelmo sia fatto di soli atomi di Azoto, cosa che non è vera, ma nel pompelmo ci sono degli atomi di azoto. Per aiutarvi a visualizzare, gonfiamo ciascun atomo fino alle dimensioni di un mirtillo. Allora quanto diventerebbe grande il pompelmo? Prenderebbe la stessa dimensione, beh, ecco… della terra. Pazzesco! Vuol dire che se riempissi la terra di mirtilli avrei lo stesso numero di atomi di azoto in un pompelmo? Proprio così! Quindi, quanto è grande l’atomo? Beh, è veramente, ma veramente, veramente piccolo. E sapete una cosa? Diventa ancora più pazzesco. Guardiamo adesso dentro ad ogni atomo — quindi il mirtillo, giusto? Cosa vedete qui? Nel centro dell’atomo si trova una cosa chiamata nucleo, che contiene protoni e neutroni, e sull’esterno si vedono gli elettroni. Quindi quanto è grande il nucleo? Se gli atomi fossero mirtilli nella Terra, il nucleo quanto sarebbe grande? Forse ricordate i disegni dell’atomo nel libro di scienze in cui si vedeva un puntino con una freccia ad indicare il nucleo. Ecco, quei disegni non sono in scala, quindi sono un po’ sbagliati. Allora quanto è grande il nucleo? Se provaste ad aprire il mirtillo, cercando il nucleo, esso sarebbe invisibile, troppo piccolo per poterlo vedere! OK. Gonfiamo l’atomo — il mirtillo — fino alla grandezza di una casa. Immaginate una palla alta come una casa di due piani. Andiamo a cercare il nucleo nel centro dell’atomo. Sapete, sarebbe a malapena visibile Quindi per capire bene quanto è grande il nucleo, dobbiamo gonfiare il mirtillo come uno stadio di calcio. Immaginate una palla delle dimensioni di uno stadio, tuffandoci dritti al centro, il nucleo si potrebbe vedere! Sarebbe grande come una biglia di vetro. Se non siete andati già fuori di testa, c’è dell’altro. Consideriamo meglio l’atomo. Contiene protoni, neutroni ed elettroni. Protoni e neutroni vivono dentro il nucleo, e contengono quasi tutta la massa dell’atomo. Sul bordo esterno ci sono gli elettroni. Allora, se un atomo è come una palla grande come uno stadio, con il nucleo al centro e gli elettroni sull’esterno, cosa c’è in mezzo tra il nucleo e gli elettroni? Sorpresa… la risposta è: spazio vuoto. Si, proprio vuoto! Tra nucleo ed elettroni ci sono vaste regioni di spazio vuoto. Tecnicamente, ci sono dei campi elettromagnetici ma in termini di materia, di materiale, è vuoto. Ricordate che questa vasta regione di spazio vuoto è dentro il mirtillo, che è dentro la terra, che in realtà sono gli atomi nel pompelmo. OK, ancora una cosa, ancora più bizzarra. Siccome quasi tutta la massa dell’atomo è nel nucleo — c’è un po’ di massa anche negli elettroni, ma la maggior parte è nel nucleo — quanto è denso il nucleo? La risposta è pazzesca. La densità di un tipico nucleo è quattro volte 10 alla 17esima kilogrammi per metro cubo. Ma è difficile da visualizzare. In unità di misura inglesi. 2,5 per 10 alla 16esima libbre per piede cubo. OK, è ancora più difficile da immaginare. OK, facciamo così: Facciamo una scatola di 30 centimetri per 30 per 30. Adesso andiamo a prendere tutti i nuclei di una automobile. Le automobili pesano in media 2 tonnellate. Quanti nuclei dell’automobile dovrei mettere nella scatola per avere la scatola 30×30 alla stessa densità del nucleo? Un’auto? Due? Forse cento? No, no e no. La risposta è molto più grande. È 6,2 miliardi. È circa uguale al numero di persone sulla terra. Dunque, se ciascuno sulla terra avesse la propria auto — e non è così — e mettessimo tutte quelle auto nella vostra scatola, quella sarebbe circa la densità di un nucleo. Sto dicendo che se prendeste tutte le auto del mondo e le metteste nella vostra scatola di 30×30 cm, avreste la densità di un nucleo. OK, rivediamo. L’atomo è veramente, veramente, veramente piccolo. Pensate agli atomi in un pompelmo come a mirtilli nella Terra. Il nucleo è pazzescamente piccolo. Guardate dentro il mirtillo, se fosse grande come uno stadio il nucleo sarebbe una biglia nel centro. L’atomo è fatto di vaste regioni di spazio vuoto. Il nucleo ha una densità pazzesca. Pensate, mettere tutte quelle auto nella scatola 30×30. Mi sento stanco. (Sbadiglio)
Fonte : http://www.ted.com/talks/just_how_small_is_an_atom



Immagine: atomo di Elio, la parte scura è la nube di elettroni che circonda l’atomo. I punti viola e rossi rappresentano i neutroni e i protoni del nucleo (Courtesy of Yzmo on Wikimedia commons, available under Creative Commons-Share Alike 3.0 Unported)

Riferimenti http://chemwiki.ucdavis.edu/Physical_Chemistry/Atomic_Theory/Atomic_Theory

Notizie da Marte: il rover Curiosity trova un meteorite ferroso

Il rover della Nasa, Curiosity, ha trovato un meteorite sulla superficie di Marte.  Largo 2 metri il meteorite è totalmente in ferro, di fronte inoltre come si vede nella foto c’è un altro, più piccolo.

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La foto dettagliata scattata dalla fotocamera ad alta risoluzione di Curiosity, mostra una serie di strane crepe sulla superficie del meteorite che probabilmente sono il risultato di fenomeni di erosione.
I meteoriti di tipo ferroso non sono così rari anche tra meteoriti trovati sulla Terra, ma sono meno comuni dei meteoriti pietrosi. Su Marte invece avviene l’opposto sono più comuni i meteoriti di tipo ferrosi questo perchè sono sicuramente più resistenti ai processi di erosione che si verificano sul pianeta.

Curiosity è atterrato su Marte nell’agosto del 2012 e ad oggi continua a funzionare abbastanza bene anche se ultimamente ci sono stati dei problemi.

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Un grande buco è stato avvistato nella ruota centrale sulla destra di Curiosity. L’ammaccatura è l’ultimo di diversi urti e contusioni che il rover ha vissuto sul pianeta rosso ed ha sorpreso gli ingegneri. Non è un problema per ora, ma potrebbe diventarlo nel caso in cui il foro crescesse di dimensioni.

Vantablack il materiale fatto con nanotubi di carbonio che assorbe il 99,96% della luce che lo colpisce

Creato da un’azienda britannica specializzata nelle nanotecnologie, la Surrey Nanosystems, il Vantablack è un materale realizzato con nanotubi di carbonio. Questo sorprendente materiale oltre ad essere in grado di assorbire il 99,96% della luce che lo colpisce è anche un ottimo conduttore molto resistente.


Immagine: la zona coperta con il Vantablack sembra totalmente senza increspature ed irregolarità (copyright Surrey NanoSystems)

Il mercato per questo tipo di materiale è ovviamente quello bellico ma sicuramente ne potrebbero beneficiare anche i settori che si occupano di spazio e non solo quelli della difesa. Pensiamo ad esempio ai telescopi spaziali, potrebbe migliorare notevolmente la sensibilità di telescopi riducendo il rumore (i disturbi nelle foto) non solo a terra ma anche direttamente nello spazio.

Una altra foto che dimostra la sorprendente qualità di questo materiale, è come guardare in un buco nero.

Informazioni tecniche si possono trovare in questa pubblicazione scientifica

http://www.opticsinfobase.org/oe/abstract.cfm?URI=oe-22-6-7290&origin=search

Un antico fossile che si pensava estinto è stato trovato vivo e vegeto in Nuova Zelanda

Esemplari di un animale marino, un piccolo polipo chiamato Protulophila che si pensava estinto ben 4 milioni fa (nel Pliocene) è stato invece ritrovato vivo in Nuova Zelanda.

Immagine: rappresentazione artistica dei polipi Protulophila.

Copyright Dennis Gordon e Erika MacKay.

Non è la prima volta che accade un ritrovamento di animali che si pensavano invece estinti, tanto è vero che di solito viene attribuito l’appellativo di “fossili viventi”. Prima di questo ritrovamento i fossili di Protulophila erano stati rinvenuti nell’emisfero settentrionale, in particolare Europa e Medio Oriente. I paleontologi quando identificarono per primi i fossili di questo animale pensarono che il suo comportamento era simile a quello dei coralli e degli anemoni di mare, la scoperta di questi animali in vita ha confermato quanto si era precedentemente solo supposto. Il piccolo polipo, forma una rete di canali e fori microscopici all’interno dei tubi gessosi di vermi marini, chiamati Serpulidae.

Immagine: foto delle aperture lasciate dal polipo della specie Protulophila in un tubo di un verme della specie Serpulidae. Foto realizzata con un microscopio a scansione elettronica.

Copyright: Paul Taylor, Museo di Storia Naturale di Londra.

Rifornimenti in arrivo sulla Stazione Spaziale Internazionale

La Nasa ha commissionato alla società Orbital Sciences Corporation il lancio di una missione per l’invio di rifornimenti verso la Stazione Spaziale Internazionale.
Questo in programma è il secondo di otto missioni di rifornimento che saranno effettuate.
La società Orbital Sciences, utilizzerà un razzo Antares per lanciare un veicolo spaziale denominato Cygnus caricato con 1657 kg di carico. La sequenza di decollo durerà circa dieci minuti e poi il modulo Cygnus si separerà dal razzo, cominciando la sua orbita attorno alla Terra e dopo 4 giorni avverrà l’aggancio.

Il veicolo spaziale resterà attaccato alla Stazione Spaziale Internazionale per circa 40 giorni. Gli astronauti scaricheranno tutti i rifornimenti a bordo, comprese medicine per gli astronauti, prodotti alimentari, attrezzature per la manutenzione e materiali per gli esperimenti.

L’equipaggio riempirà il modulo Cygnus con circa 1350 chili di spazzatura che verranno inceneriti quandoavverrà il rientro nell’atmosfera. Qui il video del lancio che avverrà oggi 13 luglio 2014



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