Anche le piante si ammalano, in Puglia la storia si ripete.

Le piante come tutti gli esseri viventi: nascono, crescono e muoiono. Sono così diverse da noi ma molto ci accomuna a loro, un punto di incontro è il subire attacchi da parte di virus e batteri. Forse non tutti sanno la differenza tra i due, semplificando molto possiamo dire che un batterio è un essere vivente microscopico, composto da una sola cellula che può vivere negli ambienti più diversi o anche dentro altri esseri viventi. Il virus non è un essere vivente autonomo, ma un parassita, un pezzo di una cellula che può riprodursi solo entrando dentro un’altra cellula.

Nelle ultime settimane si è molto parlato della infestazione che sta affliggendo le piante di ulivo in Puglia, ma le prime notizie di questo problema in questa zona geografica risalgono già al 2013 mentre notizie su malattie simili sono presenti in passato in diverse zone del mondo fin dal 2008. Gli alberi deperiscono e le foglie si seccano, la corteccia si sfalda e la pianta si abbandona al suo destino, muore. La colpa di questa malattia è di un batterio dal nome particolare: Xylella fastidiosa, trasportato da un insetto che fa da da vettore (gli permette di penetrare nel fusto della pianta). Mentre in passato i “vettori” erano di solito solo gli insetti, nel mondo moderno, in un mondo sempre più globalizzato, caratterizzato da traffici commerciali continui, le possibilità della diffusione di malattie è cresciuta esponenzialmente.

E’ la storia che tristemente si ripete, molti non esperti del settore sicuro ignorano che alla fine del diciannovesimo secolo i vigneti europei vennero praticamente distrutti dalla piaga della fillossera vastatrix. La fillossera della vite è un piccolo insetto parassita che danneggia le viti attaccando le radici e producendo un indebolimento progressivo che porta la pianta alla morte.

Mentre per il problema della filossera fu trovata una soluzione con gli innesti, per la Xylella quello che si sta facendo al momento è cercare di isolare il più possibile il problema procedendo se necessario ad abbattimento delle piante infette e disseminando di pesticidi le zone che sono i focolai dell’infezione. Per comprendere quanto potrebbe essere problematica la sua diffusione bisogna sottolineare che questo batterio attacca anche molte altre piante come : gli oleandri, gli aranci, i peschi , i ciliegi,i mandorli.

Il rischio come si può intuire è molto alto e non è semplicemente solo quello di perdere i frutti di una regione famosa per la qualità dei suoi prodotti. L’EPPO (Organizzazione Europea per la Protezione delle Piante) considera la Xylella fastidiosa come un organismo da quarantena che è capace di insediarsi nella vegetazione naturale tutta (dal settore viticolo, agrumicolo, frutticolo e perfino forestale). I danni economici sarebbero incalcolabili.

Bibliografia:
http://italiaxlascienza.it/main/2015/03/xylella-ulivi-salento/
http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=5058
http://www.acquabuona.it/agronomo/annonove/storiafillossera.shtml
http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2013/11/17/news/la_moria_degli_ulivi_pugliesi_mito_mediatico_o_realt_-1893041/
http://www.lswn.it/ambiente/gli-olivi-della-puglia-sono-devastati-da-una-malattia-ecco-come-possiamo-salvarli/

verascienza