Il Nepal si trova in una delle aree a più alto rischio sismico del nostro pianeta

Quando succedono eventi come quello del forte terremoto che ha colpito il Nepal il 25 aprile 2015, la cui magnitudo è stata stimata di 7.8° sulla scala Richter, ci si interroga sempre sulla fragilità della nostra vita sulla Terra. Alcuni possono dare la colpa al destino, altri interrogano il proprio dio sul perché non sia intervenuto per salvare tanta gente inerme, ma al di là di quello che si possa pensare e senza offendere i vostri credo, la verità è ben altra. La scienza ci viene in aiuto nel dare una risposta al perché tutto ciò sia accaduto.

La superficie del nostro pianeta è suddivisa in placche tettoniche che come i pezzi di un puzzle compongono la litosfera (la parte rigida esterna della Terra). Per avere una idea di come i vari pezzi siano connessi tra loro, di seguito trovate un’immagine in cui è rappresentata una porzione di tale suddivisione.

Immagine che illustra la suddivsione in placche

La placca indiana si sposta verso nord di 5 centimetri all’anno, questo processo molto lento fa aumentare enormemente la probabilità che un terremoto si scateni proprio dove si è verificato. La catena montuosa dell’Himalaya è uno dei risultati dello scontro tra la placca indiana e quella euroasiatica. Anche l’Italia ovviamente non è immune dal lento muovimento delle placche, infatti la placca africana sta letteralmente sommergendo quella europea con il risultato che questa sprofonda sotto l’altra. Le collisioni sono graduali, ma può succedere che si verifichino delle accelerazioni che possono causare terremoti.  Milioni di anni fa la situazione fra le placche africana ed euroasiatica era opposta, la placca africana scorreva sotto quella eurasiatica.

Il nostro pianeta è dotato al suo interno di un grande motore termico,  responsabile dell’attività sismica ma anche del campo magnetico che ci protegge dal vento solare e ha permesso la presenza della vita così come la conosciamo. L’assenza di un campo magnetico porterebbe la Terra in una situazione molto simile al pianeta Marte che non ha un campo magnetico globale ma solo sacche di magnetizzazione. Proprio a causa della mancanza di un campo magnetico tipo quello terrestre su Marte il deserto la fa da padrone e la pressione atmosferica troppo bassa non permette la presenza di acqua in forma liquida.

Ogni cosa ha un suo costo, i terremoti sono purtroppo il costo che dobbiamo pagare affinchè la dinamicità della Terra continui come ha sempre fatto fino ad ora. La natura non è una madre benigna, non ha una coscienza delle vicende umane.

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