Stampare oggetti 3D utilizzando la polvere della Luna o di Marte

Quando l’umanità deciderà di colonizzare un altro pianeta, una delle prime necessità sarà quella di avere degli ambienti (case, laboratori) in cui vivere. Alla NASA si sono posti il problema, ovvero: come costruire strutture artificiali per proteggere i corpi degli astronauti da condizioni ambientali difficili?

Bisogna considerare il fatto che l’invio di materiali o strutture prefabbricate su Marte o sulla Luna è incredibilmente costoso, per cui l’unica via percorribile sembra essere quella di costruire direttamente sul luogo usando stampanti 3D e la sabbia, la polvere, la regolite (lunare) già presente nel sito di costruzione.

Martina Khoshnevis, un brillante ingegnere presso la University of Southern California, ha pubblicato uno studio su un innovativo metodo di produzione additiva “Selective Separation Sintering (SSS)” che può costruire parti in metallo e ceramica anche a gravità zero. Usando quindi un unico macchinario, gli esploratori potrebbero stampare strumenti e anche parti di ricambio se necessario. La quantità di cose da costruire per supportare una missione umana su un altro pianeta è davvero molta. Si ha necessità di una rampa di lancio per il ritorno a casa, protezioni dalle radiazioni e dell’escursione termica o dalle pericolosissime micro-meteoriti, l’elenco è davvero lungo.

Nell’immagine sottostante un esempio di parti metalliche e ceramiche costruire sfruttando questa nuova tecnica.

Immagini fornite da USC (University of Southern California)

Una prima sperimentazione probabilmente si avrà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale su cui già qualche mese fa si è riusciti con successo ad utilizzare una stampante 3D. L’astronauta Scott Kelly, ha infatti attivato il “Portable on Board Printer 3D” una stampante progettata e realizzata in Italia che è in grado di creare pezzi di ricambio e strumenti di lavoro direttamente in orbita.

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