8 Marzo tra scienza, ricerca, società e spacciatori di mimose…

Come ogni anno anche questo 2015, ci porta al momento dell’immancabile data dell’8 marzo la festa delle donne. Di solito il segnale più evidente dell’arrivo di questa ricorrenza è il materializzarsi di venditori abusivi di mimose negli angoli più sperduti delle città e di pubblicità che in modo più o meno esagerato cerca di propinare serate in ristoranti, pub, discoteche a gruppi di donne.

Vista così, la festa della donna si riduce a ben poco e perde del suo significato più intimo. Si ha bisogno di una festa, di un giorno speciale  per celebrare, ricordare qualche cosa ed è dal mio punto di vista molto ironico che si tenti di festeggiare questo giorno in un modo che ricorda molto il modo di fare maschile per lo più guidato da indomabili ormoni che si contrappongono all’uso del cervello. A cosa serve dunque questa ricorrenza? Solo agli spacciatori di mimose? Speriamo proprio di no, ci serve a ricordare che purtroppo esiste ed esisterà ancora per chissà quanto tempo una questione femminile, quello del ruolo della donna nei vari ambiti della vita e della società. Anche nel mondo della ricerca è evidente la presenza di una disparità, le donne continuano a trovare difficoltà e paletti nel ritagliarsi un ruolo ai vertici delle istituzioni di ricerca, nonostante il numero dei ricercatori donne non sia poi così basso. Le donne, tra i neolaureati in materie scientifiche guadagnano meno dei colleghi uomini e i professori ordinari di sesso femminile sono in numero minore rispetto a quelli di sesso maschile. Si sa che la vita è una lotta ma essere donna vuol dire lottare un pò di più per arrivare ad ottenere ciò che molte volte sono anche solo dei diritti dovuti ed acquisiti.

Le donne che hanno contribuito in modo importante all’avanzamento della ricerca sono molte, ne cito solo alcune: Rita Levi Montalcini (scoprì il fattore di crescita del sistema nervoso), Marie Curie (a cui si deve la scoperta del radio e del polonio), Rosalind Franklin (fornì le prime prove sperimentali della struttura del DNA) ma l’elenco è molto lungo e meriterebbe ore di approfondimento per leggere le storie di queste persone fantastiche.

Per tutti i più curiosi consiglio di visitare il portale web “Donne nella Scienza” www.donnenellascienza.it 

Accanto alle figure più famose, non dimentichiamo tutte quelle ricercatrici che ogni giorno dedicano e sacrificano la loro vita allo studio e alla ricerca per amore del sapere e del progresso. Persone che rendono grande il nostro paese e a cui tutti noi dobbiamo molto per il loro lavoro a volte condotto con pochi mezzi in laboratori non proprio adeguati. Ma la storia della gestione dei soldi pubblici è una altra storia che esula da questo breve articolo. Tanti auguri donne, madri e scienziate, buona lotta quotidiana a tutte.

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