Alla scoperta del Very Large Telescope (VLT) , breve storia bellissime immagini da lasciare senza fiato

Antofagasta nel nord del Cile, a 1100 km da Santiago e a poca distanza dal Tropico del Capricorno è qui che potete trovare il VLT . Il progetto ha avuto inizio nel 1987 ed è il frutto della collaborazione scientifica di diversi paesi europei. Alla sua realizzazione hanno partecipato Danimarca, Francia, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Svezia e Svizzera.

Il Very Large Telescope è costituito da 4 grandi telescopi da 8,2 metri l’uno, che attraverso una raffinata tecnologia (l’interferometria) possono lavorare simultaneamente, raggiungendo una capacità analoga ad un unico telescopio da 16 metri. Questi grandi strumenti sono situati in luoghi non certo comodi, deserti o montagne altissime, per cercare di limitare gli effetti della turbolenza. Osservare il cielo da Terra vuol dire guardare attraverso km di aria in movimento costante, con conseguente perdita di qualità dell’immagine. Il problema, nei telescopi di nuova generazione, è stato risolto grazie all’utilizzo di una tecnologia davvero avveniristica, le “ottiche adattive”. Gli specchi di questi strumenti sono costituiti da tanti piccoli tasselli, che un computer sposta in modo da compensare il movimento dell’atmosfera, formando un’immagine perfettamente stabile.

Di seguito trovate una visione a 360 gradi , una foto panoramica navigabile con gli appositi comandi di zoom, che riprende il VLT. Notate la via lattea nello sfondo, questo fa capire perchè è stato scelto proprio quel posto per la sua costruzione.

Link dell’immagine : http://zoom.it/y9e

Fonte immagine ESO.

Una delle caratteristiche del luogo è una bassa agitazione termica dell’atmosfera (turbolenza atmosferica o seeing) responsabile di perturbare i fronti d’onda della radiazione proveniente da un oggetto celeste (tali perturbazioni si traducono in distorsioni sia dell’intensità che della forma delle strutture spaziali presenti nelle immagini, nonché in una loro diversa distribuzione sull’immagine stessa); In ogni caso per migliorare ancora di più la qualità delle immagini ottenute utilizza tecniche di ottica adattiva che fanno uso di laser, è infatti in grado di emettere un raggio laser in direzione del centro galattico. Il laser eccita delle molecole nell’atmosfera facendole brillare, queste sono poi usate come la “stella guida” per calibrare lo specchio del telescopio,correggendo le distorsioni causate dalle turbolenze nell’atmosfera [link2universe,tuttidentro ]

Credit: Yuri Beletsky (ESO)

 

Bibliografia:

http://www.eso.org

http://www.astroperinaldo.it/blog/curiosita-e-storia/i-telescopi-da-galileo-ad-oggi/

http://www.cassiopeaonline.it/4-sep-2003/VLT_telescopio_europeo.html

it.wikipedia.org/wiki/File:360-degree_Panorama_of_the_Southern_Sky.jpg

http://it.wikipedia.org/wiki/Very_Large_Telescope

http://tuttidentro.wordpress.com/2010/09/07/un-raggio-laser-verso-il-centro-galattico/

http://link2universe.wordpress.com/2010/08/05/laser-per-nuove-tecniche-di-ottica-adattiva-nei-telescopi/

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