Creato un nuovo tipo di materiale plastico in grado di autoripararsi dopo tagli o graffi

Lo scorso 26 Marzo presso il San Diego Convention Center si è tenuta una conferenza stampa durante la quale il professore Marek W. Urban (dell’Università del Missisipi di Hattiesburg) ha presentato, il risultato dei suoi anni di studi e ricerche, una plastica molto particolare che in seguito a danneggiamenti cambia colore e non solo.

Quando viene graffiata o tagliata le linee prodotte dal danneggiamento sul materiale diventano rosse,il materiale reagisce alla luce ordinaria o a variazioni di temperatura e acidità riparando le eventuali rotture molecolari.

Credit: Prof. Marek W. Urban, Ph.D.

Nella figura (A-1) viene visualizzato il pezzo di plastica a riposo, in (A-2) lo stesso pezzo di plastica diventa rosso quando è danneggiato, in (A-3) ritorna alle condizioni iniziali quando è esposto alla luce.

Il segreto di questa plastica sta nei suoi costituenti i “copolimeri“. Ma cosa è un copolimero? Facciamo un semplice esempio per capire come sono fatti i costituenti della plastica. La comune plastica è formata da molecole dette polimeri, un polimero è una catena di singoli elementi chiamati monomeri, pensate ad esempio a come è fatta una collana di perle, le singole perle sono i monomeri che tutti insieme legati formano la collana ovvero il polimero, la macromolecola della plastica. I monomeri legati dal legame chimico si possono aggregare a gruppi di due, tre, quattro o più. Quando il polimero è formato da monomeri di specie diversa (quindi abbiamo una collana formata da perle, sassi, diamanti) abbiamo i “copolimeri“. Un copolimero è quindi un polimero formato dalla ripetizione di blocchi di monomeri chimicamente diversi.

La plastica è un elemento fondamentale nella nostra società per cui gli usi di questo prodotto potrebbero essere i più vari. Il dottor Marek W. Urban è giunto a questi risultati dopo altri successi, già nel 2009 insieme a un altro collega Biswajit Ghosh aveva realizzato una vernice per automobili in grado di eliminare i graffi se esposta alla luce del sole. L’autoriparazione poteva in quel caso avvenire una sola volta, cosa ben diversa dal materiale presentato in questa conferenza che è in grado di autoripararsi senza limiti.

Bibliografia:

http://www.psrc.usm.edu/marek1.html

http://portal.acs.org/portal/acs/corg/content?_nfpb=true&_pageLabel=PP_AR…

http://www.msnbc.msn.com/id/46861927/ns/technology_and_science-science/

http://www.gizmag.com/self-healing-car-paint/11254/

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