Gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma come sono fatti e come funzionano? Mini indagine sul nostro sistema visivo.

Riguardo agli occhi si è scritto e detto tanto, dalla poesia alla filosofia e non ultimo nel campo scientifico potete trovare pagine e pagine dedicate a questo fantastico strumento che fa parte del nostro corpo e di quello di molti esseri viventi. L’occhio ha la forma grossolanamente sferica, una sfera cava composta da un guscio formato da un tessuto bianco (SCLERA).


Primo piano di un ingrandimento microscopico di un bulbo oculare

La diversità degli occhi tra specie dipende da una questione di adattamento delle stesse all’ambiente (fattori ambientali e climatici). Non solo la forma dipende da questi fattori ma anche il colore dell’iride, marrone, azzurro, verde esistono diversi colori dell’iride, il colore diverso indica una un grado diverso di sopportazione della luce.Ad esempio, gli occhi scuri sopportano meglio la luce più forte cosa che non avviene per occhi chiari tipici delle popolazioni del nord.

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L’apertura da cui entra la luce nei nostri occhi si chiama pupilla è risiede nel centro dell’iride. Le sue dimensioni vengono regolate dall’iride che controlla la quantità di luce che entra nell’occhio.La luce poi passa dal cristallino che è una lente che serve a mettere a fuoco l’immagine che infine viene proiettata sulla retina.Ogni retina è composta da 7 milioni di coni che rilevano i colori e 12 milioni di bastoncelli che rilevano le forme chiare e scure così come i movimenti.L’immagine che viene proiettata sulla retina è capovolta rispetto a ciò che sta davanti ai nostri occhi Dopo che la luce giunge alla retina di ogni occhio, questa informazione viene trasportata ai due emisferi del nostro cervello. Qui prendono vita le immagini: si capovolgono, si colorano, assumono le tre dimensioni della realtà e sono unite in una sola immagine dal cervello. Se però il risultato è incompleto o confuso, ci pensa il cervello a trasformarlo in un’immagine tridimensionale completa.

L’occhio umano ha sicuramente molti pregi tra cui vanno citati:

  • la velocità alla risposta degli stimoli luminosi (risposta di tipo tipo logaritmico) ovvero siamo in grado di percepire sia il bagliore di un fulmine che la fioca luce di una stella. Se così non fosse, saremmo ciechi al di sotto di un certo livello d’illuminazione o costantemente abbagliati in presenza di luci molto forti.
  • l’autoregolamentazione della messa a fuoco, anche detta accomodazione, è quel processo di adattamento del cristallino che permette all’occhio di ottenere immagini nitide di oggetti.
  • la diaframmatura automatica della pupilla che regola la quantità di luce che arriva alla retina. La pupilla, si dilata quando l’ambiente è scuro e si restringe in presenza di forte luce.

A volte l’occhio o meglio il cervello si lascia prendere in giro dalle illusioni ottiche.
Il nostro cervello ricostruisce velocemente le scene basandosi su meccanismi innati ed esperienze personali, che creano nella memoria particolari “modelli”, come immagini a tre dimensioni, figure geometriche o facce.

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Un vaso o due facce una difronte all’altra?

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Illusione di Müller-Lyer anche se i due segmenti hanno la stessa lunghezza, vengono percepiti come di misura differente

Una dimostrazione di come l’occhio sia solo uno strumento per fortuna intercambiabile del nostro corpo, esempi del genere introducono a quella branca della scienza che rientra nella categoria delle scienze cognitive, nonostante ci sia la consapevolezza che i due segmenti sono uguale dimensione, riusciremo difficilmente a vederli tali.

Bibliografia:
http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=533
http://it.wikipedia.org/wiki/Scienze_cognitive

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