Il colore delle comete, spiegazione semplice e chiara

Le comete provengono da un luogo noto come “nube di Oort”, una vera e propria nuvola di miliardi di corpi rocciosi che racchiude il Sistema Solare.

Rappresentazione artistica della nube di Oort con al centro il Sole

Di cosa è fatta una cometa? Una cometa è per lo più composta da ghiaccio che ricopre comunque un nucleo roccioso.

Proprio a causa della sua caratteristica composizione, quando una cometa si avvicina al Sole a causa dell’attrazione gravitazionale, inizia a risentire del campo magnetico prodotto dal vento solare (particelle cariche elettricamente emesse dal Sole) e appare la chioma (una debole atmosfera composta dai gas fuoriusciti per l’evaporazione della parte esterna del nucleo).

Quando una cometa si trova alla distanza di mezzo miliardo di chilometri circa dalla nostra stella, le particelle che costituiscono il vento solare “urtano” gli atomi e le molecole della chioma dando luogo alla manifestazione di una o più code. Le particelle di gas che compongono la chioma della cometa si ionizzano (perdono un elettrone) creando una “coda di ioni” dalla caratteristica forma rettilinea e che punta sempre in direzione opposta al Sole.

La coda di ioni è l’espressione di un fenomeno a noi molto familiare, pensate al funzionamento di una comune lampada al neon. A causa della ionizzazione, il gas diventa un plasma, cioè un insieme di nuclei atomici e di elettroni liberi, quando gli atomi ionizzati si ricombinano con i propri elettroni viene emessa una scia di luce. Il colore dipende dal tipo di gas che circonda la chioma, per esempio se il colore della coda è di tipo azzurro-bluastro si tratta di ioni di monossido di carbonio (CO+). Ultimamente ha fatto bella mostra di se la cometa LoveJoy, la cui chioma verde è causata dalla ionizzazione delle molecole di C2 (carbonio diatomico) mentre il colore blu della coda deriva dalla ionizzazione del monossido di carbonio.

Foto della cometa C/2014 Q2 (Lovejoy) realizzata da Damian Peach

Le dimensioni della coda variano a seconda della distanza della cometa dal Sole e possono raggiungere anche alcune decine di milioni di chilometri. Le comete sono periodiche, ovvero nell’arco della loro esistenza ripercorrono più volte le loro orbite e quindi hanno più incontri ravvicinati con il Sole, ciò produce un progressivo degassificamento della cometa (si consuma lo strato superficiale) e la conseguenza di questi incontri periodici è che nei passaggi successivi si manifesteranno chiome e code sempre meno spettacolari.

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