Psicologia: Il poker non è un gioco molto popolare tra i camaleonti

Il titolo di questo articolo può fare sorridere ma vorrei partire proprio da qui per fare una riflessione su un argomento che reputo importante.Il nostro paese come sapete sta attraversando un periodo abbastanza buio, i segnali di una situazione al limite sono molti. Rientra nella categoria dei segnali di declino del nostro paese, l’aumento esponenziale della diffusione del gioco d’azzardo.

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E’ in continua crescita l’elenco delle persone che risultano essere “dipendenti da gioco” questo è sicuro dovuto all’ampliarsi della possibilità di scommettere: oggi giorno si ha la possibilità di scommettere un pò su tutto per non parlare poi della possibilità di giocare online o utilizzare i maledetti videopoker ormai presenti anche in molti bar e tabaccherie.

I giocatori incalliti oltre a perdere ingenti somme di denaro, rovinano le loro vite e il rapporto con gli altri con chi gli sta vicino: la famiglia, gli amici e colleghi. L’esigenza di avere sempre denaro a disposizione per giocare sfocia in violenza e reati. A chi attribuire la colpa? Forse alla società che alimenta false speranze e allo Stato che a causa del bisogno di denaro ha legalizzato tutto ciò per il bisogno di risanare il suo bilancio. Chi gioca ignora il fatto che tali giochi sono costruiti matematicamente per fare in modo che ci sia un solo vincitore, ovvero lo Stato.

Casca in questo tranello anche chi è più istruito, non esiste una fascia di popolazione specifica a rischio. Le persone non giocano facendo calcoli sulla possibilità di vincita e se fanno questi calcoli sono sbagliati (per esempio nel gioco del lotto molti hanno una erronea interpretazione della legge dei grandi numeri, che fa credere ad esempio esistano i numeri ritardatari), ciò che spinge al gioco è la speranza soggettiva. Per quanto il fatto di giocare non sia un atto razionale, ubbidisce a regole razionali. Avere un sogno, nutrire una speranza è conforme a regole razionali, anche se il comportamento in sè fa parte d’irrazionalità.

Se conoscete qualcuno che è in questo giro e non riesce a uscirne contattate il SERT (Servizi pubblici per le Tossicodipendenze) più vicino a voi :

http://www.cestep.it/centriaiuto_SerT_frame.htm

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