Interstellar un film di fantascienza ed evasione tra critiche, licenze poetiche e qualche apprezzamento

In molti mi hanno interpellato per avere un giudizio sul film Interstellar, il nuovo film di Christopher Nolan.  Su internet sono già disponibili centinaia di articoli in cui si fa critica sul film sia su siti che si occupano di scienza che naturalmente quelli che lavorano nell’ambito cinematografico.

Una cosa la voglio subito mettere in chiaro, non è un film che fa  “divulgazione scientifica”, ma si tratta di film di fantascienza con diverse incongruenze dove i buoni e l’amore (espresso come concetto di “sincronicità“) vincono, dove l’uomo è piccolo, piccolissimo rispetto alla grandezza delle forze della natura. Le cose scientifiche degne di nota presenti nel film sono le rappresentazioni grafiche del wormhole, del buco nero visto dall’esterno, la rappresentazione del tempo visto come dimensione spaziale dentro il buco nero e l’uso della teoria della relatività generale per il resto si può affermare che la fantasia fa da padrona. Mi è quindi piaciuto questo film? Decisamente si e vi spiego perchè, non sono un fisico e non sono un esperto cinematografico, ieri mi sono recato al cinema con la voglia di trascorrere qualche ora fuori dal tempo e dai pensieri di tutti i giorni. Se deciderete di andare al cinema con questo spirito ne uscirete entusiasti.

Essenzialmente sono due le cose che ho apprezzato e che mi hanno inquietato, l’inizio della storia e la scena del pianeta interamente ricoperto d’acqua (segue SPOILER, non leggete se dovete andare al cinema).

Il centro dei problemi dell’umanità nel tempo in cui si svolgono i fatti del film è la presenza di quello che i protagonisti chiamano la “Piaga”, causata probabilmente dal cambiamento climatico, è una malattia/mutazione che affligge le piante e fa in modo che queste consumino azoto, elemento base dei composti necessari per la crescita delle piante stesse. La presenza di meno azoto nell’atmosfera porta inevitabilmente alla diminuizione del numero delle piante e quindi dell’ossigeno (l’abbondanza dell’ossigeno sul nostro pianeta è garantito dal processo della fotosintesi).

Al di là della trama, il fatto importante e non scontato e qui rappresentato molto bene a mio avviso è la fragilità dell’equilibrio che regge la presenza della vita sul nostro pianeta. Quante volte sentiamo ai TG la parola cambiamento climatico associata solo a cause dell’attività umana, il problema è molto più complesso. Il clima sulla Terra non è mai stato statico ma è variato durante tutta la sua storia. Noi al momento viviamo solo un periodo relativamente calmo e stabile, stabilità apparente che non si sa quanto durerà. Basterebbe l’eruzione di diversi vulcani, l’arrivo di un meteorite abbastanza grande solo per fare un esempio e la storia dell’inverno perenne si ripeterebbe portando inevitabilmente a una estinzione di massa (ricordiamoci cosa è successo ai dinosauri).

Oltre all’inizio del film, un’ altra scena mi ha fatto riflettere molto è quella in cui i protagonisti arrivano su un pianeta interemente ricoperto di acqua, sul quale si originano delle onde colossali generate presumibilmente da forze di marea (come avviene per la presenza della Luna nelle vicinanze sul nostro pianeta) e causate in quel caso della presenza del buco nero Gargantua.

Quanto inospitale può essere l’universo, non è detto che non possa esistere un pianeta come quello raccontato nel film, un pianeta interamente ricoperto di acqua, senza vita alcuna dove si susseguono senza fine ondate immense. A me, questa visione apocalittica ha fatto provare una desolazione infinita. Molti passano la vita ad inseguire il paradiso e si dimenticano che ci siamo già in un paradiso, ed è il nostro stesso pianeta, forse è un pensiero un pò banale ma sarebbe bene che lo tenessimo a mente.  Facciamo troppo poco rispetto a quello che dovremo fare per l’esplorazione dello spazio e per la ricerca scientifica (compresa quella più sperimentale della fisica delle particelle) troppe volte considerata una spesa inutile. Bisognerebe far capire che non solo la scienza e l’esplorazione dello spazio sono importanti ma bensì vitali per l’intera umanità.

Non c’è altro da aggiungere se non un augurio di buona visione a chi dove ancora andare a vedere Interstellar 🙂

Riferimenti

http://www.interstellarmovie.net
http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2014/11/18/FANTASCIENZA-Quel-buco-nero-di-Interstellar-che-ha-inghiottito-anche-la-scienza/555617/
http://www.gravita-zero.org/2014/11/interstellar-ecco-perche-noi-e-piaciuto.html
http://attivissimo.blogspot.it/2014/11/recensione-interstellar.html
http://www.keplero.org/2014/11/perche-mi-e-piaciuto-interstellar.html
http://www.borborigmi.org/2014/11/11/interstellar-non-e-un-corso-di-astrofisica-teorica-ma-non-e-questo-il-suo-problema/

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