La scienza e i metodi di ricerca di vita e segnali di vita extraterrestri

Ogni notte, proprio sopra le nostre teste si ripete la magia della visione del cielo stellato, capita un pò a tutti di fermarsi anche solo un attimo per rivolgere uno sguardo veloce all’insù ad ammirare questo spettacolo della natura. La visione del cielo e delle stelle ha condizionato da sempre l’uomo anche se con il tempo il rapporto con esso si è modificato a causa delle scoperte scientifiche e all’avanzare della tecnologia. Anche se ora guardiamo il cielo con occhi diversi, c’è una domanda che almeno una volta tutti ci siamo fatti e rimane nel tempo sempre la stessa, “siamo soli nell’Universo?”.E’ possibile che in un Spazio così smisurato, la vita sia nata solo sul nostro piccolo pianeta?

Ma quali sono le condizioni minime per cui la vita possa esistere? Non c’è bisogno di andare nello spazio per rispondere a questa domanda, questo tipo di ricerca per fortuna si può svolgere sulla Terra. Qualche anno fa ricercatori della Università Politecnico delle Marche di Ancona, hanno scoperto ad esempio tre nuove specie di esseri che vivono la loro intera vita in una fossa senza ossigeno sotto il Mar Mediterraneo. Questi organismi, appartengono alla razza phylum Loriciferi (organismi microscopici , probabilmente parassiti e predatori, che vivono nei granelli di sabbia delle spiaggie umide), hanno una misura di meno 0,04 centimetri di lunghezza. Questo tipo di ricerche rientrano nella branca scientifica dell’esabiologia, la scienza il cui scopo è quello di indagare, alla luce delle conoscenze attuali sullo sviluppo, proliferazione ed evoluzione della vita terrestre, quali possano essere le condizioni idonee alla vita “quale noi la conosciamo” in altri corpi celesti. Se esiste vita nell’universo, questa deve essere basata sull’elemento chimico carbonio. La vita deve essere fondata sulla chimica del carbonio proprio a causa delle sue proprietà, che lo rendono in grado di formare molecole complesse e grandi. Anni fa si sono ipotizzate forme di vita con il silicio al posto del carbonio e con ammoniaca al posto dell’acqua, il silicio è un elemento che ha le stesse proprietà chimiche del carbonio quindi è un candidato ideale per trovare forme di vita alternativa a quella basata sul carbonio. Quando si cercano forme di vita fuori dalla Terra, non bisogna mai dimenticare che la chimica funziona nello stesso modo in tutto l’universo e la vita risponde alle regole della chimica.

La ricerca fuori dalla Terra

Siamo abituati ormai da anni a ricevere dallo spazio bellissime immagini che ci mostrano quante e quali oggetti astronomici popolano l’universo, queste immagini sono ottenute con i telescopi ottici, ricordiamo tra tutti, quello più famoso ‘Hubble’. La ricerca scientifica sfrutta non solo i telescopi ottici ma anche di un altro tipo detti radiotelescopi, la differenza è che questo tipo di telescopio osserva le onde radio. Dovete sapere che ogni specie atomica, sia essa idrogeno, elio, ossigeno, carbonio, zolfo, e tutte le altre, produce delle particolari righe di lunghezza d’onda ben definita: ogni elemento quindi ha un’impronta di riconoscimento che permette di identificare la sua presenza sia sulla Terra che nello Spazio. I radiotelescopi permettono di catturare le onde radio emesse e ci forniscono quindi una mappa della distribuzione dei vari elementi in una regione di spazio che viene ‘osservata’.

Con l’ausilio dei radiotelescopi si sono individuate nelle nubi interstellari più di un centinaio di specie molecolari. Alcune sono particolarmente interessanti: la formammide, gli idrocarburi policiclici aromatici, la glicoladeide (uno zucchero) e addirittura tracce di un amminoacido (la glicina). Queste sono tutte sostanze collegate in qualche modo alla vita, basti pensare che il funzionamento delle nostre cellule dipende dalle proteine, costituite da catene di amminoacidi. Trovare amminoacidi nelle nubi interstellari (zone dove ancora non ci sono stelle e pianeti) indica che i pezzi necessari alla vita si possono formare in abbondanza ed essere diffusi in tutta la Galassia.

Il progetto S.E.T.I. (Search for ExtraTerrestrial Intelligence)

I radiotelescopi sono stati anche protagonisti di un ambizioso progetto nato negli anni 60/70 quando Frank Drake decise di utilizzare questi strumenti per cercare di catturare segnali radio di chiara origine artificiale provenienti dallo spazio. Il progetto cercando segnali radio come testimonianza di intelligenze extraterrestri  si propone di monitorare la banda delle microonde, la presenza di questi segnali sarebbe l’evidenza dell’esistenza di civiltà extraterrestri dotate di tecnologia che gli consenta di comunicare con noi. Purtroppo si sono avuti scarsi risultati anche se il progetto è andato avanti fino ai giorni nostri con alti e bassi dovuti alla continua ricerca di fondi che non sempre sono stati trovati.

(Spazio profondo – fonte Hubble)

Che esistano altri mondi simili alla Terra, considerando l’enormità del numero di pianeti e stelle presenti è certo, il problema principale sono le distanze. L’unità di misura che si utilizza è l’anno luce, la luce viaggia nello spazio ad una velocità di circa 300.000 chilometri al secondo, quindi rapportato a unità di misure a noi più comuni come ad esempio i chilometri, un anno luce corrisponde a 9.500.000.000.000 Km un numero spropositato rispetto alle distanze a cui siamo abituati nel nostro vivere comune. Facciamo degli esempi:

  • il Sole si trova a  8,4 minuti-luce
  • la stella più vicina a noi (Proxima Centauri) si trova a  4,28 anni-luce
  • la nostra galassia si estende per 100.000 anni-luce

se pure si riuscisse a identificare la presenza di vita su altri pianeti, in base alle conoscenze attuali a causa delle distanze purtroppo difficilmente riusciremo a spedire una sonda per entrare in contatto così come è stato fatto per Marte o per altri pianeti del Sistema Solare.

Bibliografia:

http://www.skylive.it/Astrofisica/Astrobiologia_Caratteristiche_Vincoli_Della…

http://scienzapertutti.lnf.infn.it/Quark/03/Agosto/quark/newP/31_Quark_Terra_…

http://scienzapertutti.lnf.infn.it/Quark/03/Agosto/quark/newP/seti.html

http://www.jpl.nasa.gov/news/fact_sheets/origins.pdf

http://www.verascienza.com/tag/universo

http://www.verascienza.com/la-spettroscopia-non-e-lanalisi-delle-infesta

http://www.univpm.it/English/Engine/RAServePG.php/P/713810013300/M/28281ENG04…

http://il-poliedrico.blogspot.it/2010/01/come-scovare-lomini-verdiprima-parte…

http://ilpoliedrico.com/2011/04/seti-come-stanno-le-cose.html

NB.

Verascienza con questo articolo partecipia all’Edizione Unificata dei Carnevali scientifici (di Chimica e di Fisica) in occasione del 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo”, che si terrà a San Marino dal 25 al 28 settembre 2012, presso il Centro Congressi Kursaal. Per maggiori informazioni:

http://www.sanmarinoscienza.org/

http://www.tutto-scienze.org/2012/08/partecipate-alledizione-unificata-dei.html#more

verascienza