Musica e cervello: quali sono gli effetti della musica sul nostro cervello – la musicoterapia

Che la musica abbia un certo effetto su di noi è una cosa già assodata,gli effetti della musica sono una esperienza che viviamo ogni giorno nelle nostre vite. E’ una cosa naturale voler ascoltare della buona musica per poter rilassarsi, per ritrovare a volte la via nei momenti bui. La scienza in questo caso ci da delle conferme, negli ultimi anni prolificano sempre più ricerche sul rapporto stretto tra musica e cervello. In molti ospedali nel mondo si pratica la musicoterapia, la musica in questi ambiti è usata per la gestione del dolore, per contribuire a scongiurare la depressione, per calmare i pazienti, per alleviare la tensione muscolare e addirittura per l’epilessia.

Ad esempio una ricerca inglese ha provato che far ascoltare ai pazienti le melodie e le strofe più amate agirebbe da stimolo per il recupero dei deficit visivi nei casi di ictus. Diverse ricerche all’università di stanford hanno provato che la musica provoca variazioni dei livelli di attività cerebrale ,la musica può portare benefici duraturi per il nostro stato d’animo e quindi sul nostro corpo, anche dopo diverso tempo che abbiamo smesso di ascoltarla. Diciamo quindi che la musica può fare molto per noi e specialmente per il nostro cervello da cui ricordiamo dipende tutto il nostro benessere, ma a volte si esagera su i suoi effetti positivi e sulla rete o sui giornali ecco che spuntano le bufale più assurde, è famoso il caso del così detto ‘Effetto Mozart’.

Wolfgang Amadeus Mozart, nome di battesimo: Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791), fu un genio della musica che morì a soli 35 anni lasciandoci delle opere meravigliose. Nel 1993 due fisici Gordon Shaw e Frances Rauscher condussero un esperimento che mostrava come dei ragazzi avevano migliori risultati nei test di ragionamento ascoltando una particolare sonata. La sonata K448 per piano del musicista austriaco sarebbe quella che fece aumentare temporaneamente di 8-9 punti il quoziente intellettivo degli ascoltatori.

Ya-Fei Chuang, Robert Levin Mozart Sonate D-Dur, KV 448, Allegro con spirito

L’esperimento fu poi condotto in molte altre università e i dati che ne uscirono fuori furono che non esiste nessun effetto mozart, sicuramente la sua musica fa bene, ma non ci rende più intelligenti. Quello che se ne può trarre da questa ultima notizia è quindi solo che in generale la gente fa meglio quando è stimolata. Ma non è finita qui! Pochi giorni fa sui giornali si è letto che una città della Nuova Zelanda (Christchurch) nel suo centro cittadino ha introdotto dei diffusori acustici che diffondono la musica di Mozart e questo sembra abbia portato alla diminuizione dei reati negli ultimi 2 anni. Ovviamente non c’è nulla di scientifico in una notizia del genere, ma a noi piace pensare che anche questa volta Mozart abbia messo il suo zampino.

Oggi quando uscirete di casa non dimenticate di mettere nel vostro lettore mp3 qualche melodia di Mozart, potrebbe salvarvi la vita!

NB.Per le celebrazioni del 250° dalla nascita del grande artista, la Radio Svedese (Radio Sweden International) ha messo a disposizione 27 bellissimi concerti podcast scaricabili gratuitamente in formato MP3 ad altissima qualità. Attenzione! ogni singolo file è di circa 50-70 MB. Direi ottimi per fare un CD 🙂 http://sverigesradio.se/Podradio/xml/p2_mozart_high.xml

Bibliografia:

http://stress.about.com/od/tensiontamers/a/music_therapy.htm

http://www.uwosh.edu/psychology/rauscher/Nature93.pdf

http://www.uwosh.edu/psychology/rauscher.htm

http://www.stanford.edu/dept/news/pr/2006/pr-brainwave-053106.html

http://salute24.ilsole24ore.com/articles/3236-musica-per-lictus-le-note-di-mozart-restituiscono-la-vista

http://it.notizie.yahoo.com/10/20101109/tod-nuova-zelanda-mozart-e-arma-segre…

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