Primissimi passi nella lettura dei pensieri, gli scienziati decodificano delle parole dai segnali celebrali

I ricercatori dell’Università dello Utah sono stati in grado di tradurre i segnali del cervello in parole usando due griglie di 16 microelettrodi impiantati sotto il cranio, sulla parte superiore del cervello (il paziente che volontariamente per questo esperimento era già parte del suo cranio rimosso per curare la sua epilessia). Griglie di elettrodi sono stati collocaeti su centri del linguaggio del cervello.

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(Fonte: Kellis Spencer, Università dello Utah. Un array di 16 microelettrodi – conosciuta come griglia microECoG.)

Sono stati registrati i segnali celebrali generati mentre il paziente leggeva una lista di 10 parole (sì, no, caldo, freddo, fame, sete, ciao, arrivederci, più e meno) ogni parola è stata ripetuta tra le 31 e le 96 volte, i ricercatori sono dovuti  venire in contro alla stanchezza del paziente.

Successivamente quando gli scienziati hanno provato a distinguere i segnali cerebrali di una parola dai segnali delle altre nove parole sono stati in grado di distinguerli per ogni parola con una percetuale variabile dall 28% al 48% . In verità non è moltissimo in percentuali ma in ogni caso sono percentuali superori a quelle che si possono ottenere selezionando casualmente i risultati (10%), questo indica che c’è una fondatezza dell’esperimento.Questa ricerca potrà un giorno contribuire a creare dispositivi in grado di convertire i pensieri delle persone gravemente paralizzate in discorsi pronunciati dal computer.

Bibliografia:

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2010-09/uou-tbs090110.php

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