Ricerca sulla memoria: cancellare e recuperare ricordi

La memoria è una parte fondamentale della nostra vita, tutto quello che siamo lo dobbiamo alle nostre esperienze regresse e ai nostri ricordi. La perdita progressiva della memoria è uno dei sintomi più comuni della nota malattia di Alzheimer oppure può essere legata a forti traumi fisici e non. La perdita della memoria è quindi legata ad esperienze che consideriamo molto negative.

Ma proviamo a guardare questa situazione sotto un altro punto di vista, pensate a chi deve vivere ogni giorno rivivendo nella memoria esperienze negative come un incidente, uno stupro, una perdita importante, un amore finito male… Quanto sarebbe utile poter eliminare questo tipo di ricordi?

Nel cinema e nella letteratura fantascientifica è rimasta celebre la scena del film “Man in Black” quando Will Smith nei panni di un agente segreto è in grado di eliminare i ricordi di una o più persone semplicemente usando uno strumento che emette un flash.

Men in Black

La realtà a volte non è così lontana dalla finzione cinematrografica, è di poche settimane fa la pubblicazione di una ricerca da parte dei ricercatori della University of California di San Diego in cui presentano uno studio sui ratti e la memoria. Secondo i risultati ottenuti dagli esperimenti condotti dai ricercatori, sarebbe possibile rimuovere i ricordi dal cervello tramite la stimolazione dell’amigdala (parte del cervello che gestisce le emozioni ed in particolar modo la paura) per poi riattivarli, cambiando sensibilmente la reazione a particolari stimoli. Un lampo di luce potrebbe essere utilizzato per indebolire o rafforzare le connessioni tra i neuroni.

Questo, sostengono i ricercatori, è una prova significativa che rafforza la teoria secondo cui i ricordi sono il risultato di connessioni neurali più o meno rinforzate.

Lo studio effettuato sfrutta la scienza emergente dell’optogenetica ed è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature
http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature13294.html

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