Risolto l’enigma dell’enorme buco nel terreno trovato in Siberia

Qualche settimana fa ha avuto molta diffusione la notizia del ritrovamento di un enorme cratere, una voragine del diametro di circa 80/100 metri apparsa nella penisola dello Yamal, in Siberia. Come al solito, quando si trova qualche cosa che alla maggior parte delle persone appare come insolito partono le speculazioni più varie, non poteva mancare il solito pensiero di impatto di un velivolo alieno, oppure l’uso di oscure armi laser testate sempre dagli alieni, ma la maggior parte faceva il tifo per lo schianto di un enorme meteorite.

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Giorno 16 luglio, scienziati russi a bordo di un elicottero sono riusciti a raggiungere l’area interessata per cercare di districare il mistero. Una volta arrivati sul luogo, misure più accurate hanno confermato che il buco ha 60 metri di diametro ed è prodondo 70 metri, alla sua base si trova un lago. Il buco non è così recente, ma si sarebbe formato negli ultimi due anni, si stanno esaminando i dati satellitari per trovare l’esatto momento in cui è apparso.

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La sua origine è naturale ed è dovuta ad una espulsione di gas naturale all’interno del permafrost siberiano, questo è il terreno tipico delle regioni dell’estremo nord europa dove il suolo è perennemente ghiacciato. L’espulsione sarebbe avvenuta tra il 2012 e il 2013 quando in quella regione si è registrato un aumento delle temperature. La causa della sua formazione è quindi di tipo geologico.

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