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Strano ma vero: hanno brevettato i broccoli

Il broccolo appartiene alla famiglia delle piante crucifere, chiamate così dai botanici per il piccolo fiore con i petali a croce che caratterizza tutte le piante che ne fanno parte, dal cavolfiore alla rucola, fino ai ravanelli e alle cime di rapa,l’origine è italiana, la sua coltivazione risale agli Etruschi e ai Romani, nel 1533 fu introdotto in Francia da quando Caterina de Medici divenne futura sposa di Enrico I di Francia.

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Nel 2002, la Plant Bioscience presentò e ottenne un brevetto (EP1069819) nel quale proponeva un metodo per aumentare nei broccoli la produzione di una particolare sostanza anticangerogena. Negli broccoli, come nelle altre crucifere, è contenuta una sostanza chiamata indolo-3-carbinolo (I3C).Sono stati fatti diversi studi e ricerche circa la sua attitudine a interferire con i tumori come quello al seno, all’endometrio e al collo dell’utero.

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Alcune aziende presentarono ricorso contro il brevetto perchè: il gene anticanceroso esiste già nei broccoli. Nel giugno 2010 l’alta corte dell’Ufficio Europeo Brevetti, ha respinto il ricorso anche se il gene esiste già in natura, la particolare selezione, che non segue metodi naturali, è nuova e inventiva, pertanto il brevetto sui broccoli resta valido.

Ricordiamo che i titolari di brevetti alimentari controllano la vendita delle sementi e la messa a dimora, decidono circa l’uso di erbicidi e possono anche detenere i diritti fino al prodotto alimentare finito.L’Ufficio Brevetti Europeo (EPO) ha continuamente ampliato il campo della brevettabilità e minato alle restrizioni esistenti, nell’interesse delle imprese multinazionali.

La nostra sicurezza alimentare è sempre più dipendente da poche aziende che si occupano di chimica e biotecnologie.C’è da pensare…

Resta il fatto che nella nostra dieta alimentare non possono e non devono mancare i broccoli, ora sapete che cosa cucinare oggi 🙂

Buon appetito

Bibliografia:

http://brevettieinvenzioni.blogspot.com/2010/07/brevetti-e-biotecnologie-i-broccoli.html

http://www.ilnutrizionista.eu/2010/04/25/le-crucifere-i-cavoli-e-l%E2%80%99indolo-3-carbinolo-i3c.html

 

 

 

verascienza

  • Anonimo ha detto:

    ma il problema riguarda la chimica o l’economia?