Studi sul DNA antico ci aiutano a dare una risposta su uno dei tanti misteri della popolazione degli Etruschi

Estate tempo di vacanze, viaggi, cultura, tempo anche per soppiantare uno dei tanti stereotipi che purtroppo pervade la nostra società. Molti pensano che la scienza sia per pochi, niente di più sbagliato ovviamente, infatti proprio in questo perdiodo su e giù per l’Italia si ha voglia di far uscire la scienza dai laboratori e fare un pò di divulgazione.

Dal 18 al 24 Giugno si è tenuto a Bondeno (Fe) il Festival dell’Archeologia e nell’ambito di questa manifestazione si è fatta notare in particolare una conferenza dal titolo: “DNA antico: origine ed evoluzione del popolo Etrusco”.


Immagine necropoli etrusca di Cerveteri. (© Franz-Marc Frei/CORBIS)

Un dettagliato resoconto ci viene fornito da Veronica Capucci che ringrazio per la disponibilità.

Relatrice della conferenza è stata Francesca Tassi, ricercatrice presso l’Università di Ferrara, fa parte di un gruppo di lavoro condotto dal professor Guido Barbujani, docente di genetica sempre presso la stessa università. Nonostante la giornata particolarmente afosa, la giovane studiosa ha saputo appassionare il pubblico al tema del seminario.

Il convegno è stato introdotto da una breve spiegazione sulla disciplina denominata genetica della popolazione. Questa, grazie anche ai contributi di altre scienze (che vanno dalla linguistica alla statistica), studia come e perché avvengano delle mutazioni all’interno di uno stesso gruppo. Da vent’anni, afferma la studiosa, “ricaviamo molte informazioni tramite lo studio del DNA antico: questo lo si ricava dai reperti fossili (ossa, resti vegetali o animali).” Quando c’è uno scavo è importante che ci sia la figura dell’antropologo molecolare, così si chiama lo studioso di DNA antico. Lavorare su questo DNA è infatti molto complesso: bisogna attrezzarsi adeguatamente per evitare i rischi di contaminazione tra DNA antico e moderno ed inoltre un altro problema è il suo elevato rischio di degradazione. Il gruppo di ricerca nel quale lavora la Tassi, si è posto un paio di domande: gli Etruschi sono gli antenati dei moderni toscani?

Hanno rapporti con gli attuali abitanti della Turchia? Il dibattito sull’origine degli Etruschi è infatti molto antico, se già Erodoto riteneva che essi provenissero dall’Anatolia, e Dionisio sosteneva invece che essi si fossero sviluppati in Italia. Tramite lo studio del DNA antico rinvenuto su reperti provenienti dalle necropoli abitate dagli Etruschi, è stato possibile ricostruire il DNA di trenta individui appartenenti a quella civiltà. Si è visto che gli Etruschi sono i diretti antenati solo degli abitanti di Volterra e Casentino, non di tutti i toscani.

Non c’è continuità genealogica con le città di Firenze e Murlo, prese in esame nello studio. Per quanto riguarda i legami con l’Anatolia, si è notato tramite la ricostruzione del DNA, che la separazione tra turchi moderni ed Etruschi risale a 7600 anni fa. Questa data è troppo lontana nel tempo, afferma la ricercatrice, “per parlare di discendenza dei turchi dagli Etruschi”. Non vi sarebbe dunque alcun legame tra queste due popolazioni. In conclusione, “la civiltà etrusca si è sviluppata in Italia nell’età del Ferro”.

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