Sviluppato il primo nano-dispositivo autoalimentato in grado di trasmettere dati su lunghe distanze.

Il futuro è più vicino di quanto noi stessi possiamo minimamente pensare. Nel nostro mondo sempre più invaso da dispositivi elettronici, uno dei problemi fondamentali è trovare l’energia necessaria al loro funzionamento. Solitamente le soluzioni adottate sono l’uso di batterie più o meno grandi e di potenza variabile, oppure quando il dispositivo ha bisogno di poca energia per funzionare si ricorre a piccoli panneli solari. Una delle ultime ricerche dette di frontiera, riguarda lo sviluppo relativamente nuovo nel panorama del mondo scientifico, dell’ Energy harvesting. Quello che si vuole riuscire a fare è incanalare l’energia dell’ambiente in cui s trova il dispositivo, energia che è presente sotto le più varie forme, in una unica forma adatta al funzionamento del dispositivo stesso.


Foto di un nanogeneratore (Credit: Zhong Lin Wang, Ph.D., Georgia Institute of Technology)

Pensate ai mille usi che potrebbero avere piccoli dispositivi elettronici che funzionano senza batterie, con piccole quantità di elettricità che può essere raccolta ad esempio dalle pulsazione di un vaso sanguigno, dai movimenti che effettua una persona che cammina e dalle miriadi fonti di energia che a volte sembrano trascurabili e che si disperdono, pensate ad esempio all’energia termica. La notizia pubblicata qualche giorno fa riguarda la verifica della realizzazione di un nano-dispositivo autoalimentato in grado di trasmettere dati su lunghe distanze. Il termine ‘nano’ sta ad indicare grandezze dell’ordine di 10 elevato alla -9 metri che equivale a grandezze di un milardesimo di metro o a un milionesimo di millimetro.

Il dispositivo consiste in un nano-generatore che produce energia elettrica da vibrazioni meccaniche, un condensatore per immagazzinare l’energia, un sensore e un trasmettitore radio simili a quelli utilizzati nella produzione delle cuffie per telefono cellulare Bluetooth. I dati trasmessi con questo sistema potrebbero essere rilevati da una normale radio entro 30 metri.

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Il prototipo di un sistema integrato autoalimentato da un nanogeneratore. (Credit: ACS)

I campi di applicazione sembrano futuristici e quasi fantascietifici, per esempio potranno essere costruiti minuscoli sensori medici impiantabili negli esseri umani e che saranno in grado di comunicare informazioni sullo stato di salute dei pazienti, telecamere di sorveglianza , oggetti di elettronica indossabili.Questi ed altri dispositivi che ancora al momento non possiamo nemmeno immaginare saranno tutti accomunati dal fatto di riuscire a funzionare in modo indipendente, senza batterie e con energia presa dall’ambiente circostante.

Bibliografia:

http://dx.doi.org/10.1021/nl201505c

http://inhabitat.com/energy-scavenging-wireless-nano-devices-could-provide-battery-free-sensors/

http://gizmodo.com/5812865/nanogenerators-could-power-a-bluetooth-headset-with-your-pulse

http://www.sciencedaily.com/releases/2011/06/110615103042.htm

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