Voli spaziali, primi studi per verificare la veridicità e fattibilità di alcune teorie sulla velocità Warp

L’affascinante storia dellla conquista dello Spazio iniziata nell’ormai lontano secolo scorso da pionieri Konstantin E. Tsiolkovsky e Robert H. Goddard, attraverso l’uso di razzi per raggiungere lo spazio, potrebbe essere giunto vicino a un punto di svolta. Tutti noi sappiamo quanto siano grandi e smisurate le distanze che si hanno nello Spazio rispetto a quelle che siamo abituati a vivere nel quotidiano delle nostre vite.

Esaminiamo brevemente come avvengono i viaggi spaziali attuali. Pensiamo a quello recente verso Marte della sonda Curiosity: per effettuare il viaggio per prima cosa è stato necessario un razzo veloce per sfuggire alla forza di gravità terrestre, poi si è dovuta calcolare la traiettoria in quanto bisogna considerare che Marte e la Terra orbitano attorno al Sole a differenti velocità e distanze. A volte sono davvero distanti, e altre volte si avvicinano. La finestra temporale ideale per raggiungere Marte si verifica ogni 2 anni, quando i due pianeti sono alla minima distanza fra loro. Considerando le orbite dei due pianeti, la rotta è stata studiata in modo che Curiosity fosse lanciata nel momento preciso in cui nella traiettoria di arrivo avrebbe trovato Marte ad aspettarla. E’ come se in una ipotetica partita qualcuno lanciasse una palla e un altro giocatore che sta a una distanza di milioni di km ad attendere l’arrivo, questa attesa è stata di ben 8 mesi.

Un altro importante viaggio che ci fa capire le distanze con cui abbiamo a che fare è quello delle sonde Voyager iniziato nel 1977. Oggi dopo ben 35 anni hanno percorso più di 17 miliardi di km e ancora dopo tutto questo tempo si trovano solo ai confini del sistema solare.

Da questi esempi se ne deduce che utilizzando le modalità di trasporto impiegate fino ad ora e con le conoscenze attuali è impossibile pensare di visitare altri sistemi solari. Questa evidenza scientifica sembra insuperabile anche se solo pensassimo di arrivare a visitare la stella più vicina a noi (Proxima Centauri), questa si trova a 40000 miliardi di Km ovvero 4 anni-luce (il tempo che impiega la luce a giungere da questa stella fino a noi, infatti la velocià della luce è circa 300.000km al secondo, per percorrere 1.000km impiega circa 0,003 secondi). Se una ipotetica astronave fosse diretta verso Proxima Centauri non avrebbe mai comunque la velocità della luce e se anche riuscisse ad avere una velocità enorme ad esempio dell’ordine di 40.000 km all’ora impiegherebbe quasi 80000 anni per arrivare nelle sue vicinanze.

 

interferometro che è lo strumento di base dell’interferometria che permette di studiare gli effetti di composizione delle onde (in particolare elettromagnetiche).L’interferometria è un metodo di misura che sfrutta le interferenze fra più onde coerenti fra loro per studiare e misurare piccoli spostamenti e deformazioni di oggetti

 

Bibliografia:

http://www.quora.com/Astrophysics/How-does-the-White-Juday-Warp-Field-Interfe…

http://almostfalling.com/tag/the-white-juday-warp-field-interferometer/

http://www.centauri-dreams.org/?p=24665

http://gizmodo.com/5942634/nasa-starts-development-of-real-life-star-trek-war…

http://scienzapertutti.lnf.infn.it/index2.php?option=com_content&view=art…:lanno-luce-e-il-parsec&catid=246

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